Sartoria Sociale Lister
Dentro il progetto
Fase 1
Copywriting
Prima di iniziare a scrivere per Lister, mi sono fermata su una domanda fondamentale: chi è davvero questo brand?
Non volevo limitarmi a descrivere i prodotti; volevo comprendere l’anima del progetto. Ho quindi analizzato identità, valori e posizionamento, cercando di andare oltre la superficie. Mi sono chiesta quale fosse l’obiettivo reale della comunicazione e quale emozione dovesse lasciare nel lettore.
È emersa l’immagine di un brand che non cerca di convincere con urgenza o pressione commerciale, ma che costruisce fiducia nel tempo. Qualità, relazione e impatto sociale sono risultati elementi centrali. Essendo una cooperativa sociale, Lister non ha come unico fine la vendita: la sartoria rappresenta prima di tutto una realtà da far conoscere, una storia da raccontare, un progetto che invita alla consapevolezza e alla partecipazione attiva.
La comunicazione, quindi, non doveva solo promuovere, ma sensibilizzare e coinvolgere. L’obiettivo finale non era esclusivamente l’acquisto di un prodotto, ma la possibilità di entrare in contatto con il progetto: partecipare a un workshop, sostenere l’iniziativa, donare materiali o scegliere di contribuire in prima persona.
Per questo ho scelto una strategia di soft selling, privilegiando la dimensione valoriale rispetto a quella puramente tecnica. Ho deciso di utilizzare lo storytelling come strumento principale, costruendo una narrazione capace di evocare inclusione, senso di appartenenza, speranza e rinascita — concetti profondamente intrecciati con il lavoro di Lister.
Durante la fase di brainstorming mi sono concentrata sulla ricerca di un linguaggio che potesse trasmettere questi valori restando coerente con l’universo sartoriale. Da qui è nata l’idea di sviluppare una metafora narrativa trasversale a tutto il testo: utilizzare il vocabolario del cucito per raccontare qualcosa di più grande.
È così che ha preso forma lo slogan: “Ogni filo racconta una storia, ogni intreccio il futuro.”
Un’espressione che unisce il linguaggio della sartoria al concetto di seconda possibilità: attraverso ago e filo, il passato non viene cancellato, ma trasformato in una nuova opportunità.
Fase 2
Transcreation
Anche nella transcreazione, il mio punto di partenza è stato lo studio approfondito del brief e degli obiettivi aziendali, come avevo già fatto nella fase di copywriting. In questo caso, però, avevo a disposizione un testo di partenza che aveva già definito gran parte della campagna pubblicitaria.
Il mio obiettivo era chiaro: coinvolgere il pubblico con un messaggio capace di mettere in luce la realtà etica di Lister e di suscitare sentimenti di inclusione, appartenenza e speranza, spingendo il lettore a voler sostenere la sartoria.
Ho quindi analizzato la metafora e il linguaggio del testo originale per capire se potessero funzionare anche in inglese. La lingua inglese, più diretta e pragmatica rispetto all’italiano, rendeva rischioso mantenere integralmente lo stile poetico: il risultato avrebbe potuto apparire artificioso e pesante, anziché coinvolgente.
Per questo ho ridotto la componente metaforica, cercando comunque di conservare un tono caldo ed evocativo. Ho mantenuto solo un leggero gioco di parole basato su verbi polisemici già radicati nel linguaggio comune. Per ottenere questo effetto, ho analizzato i principali termini legati al mondo tessile e studiato come potessero essere usati in modo figurato, creando un testo che trasmettesse emozione e autenticità senza perdere chiarezza.
Ne è risultata una versione più lineare e più chiara rispetto all’originale italiano, con una componente poetica ridotta, ma sufficiente a creare un gioco di parole coerente con l’identità di Lister.




